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ISFCI | La scuola di fotografia romana a San Lorenzo

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ALLIEVI FOTOGIORNALISMO

          

I neo-reporter del master di fotogiornalismo hanno lavorato con questa concentrazione, esponendosi, superando i problemi del lavoro, conquistandosi la disponibilità delle persone, cercando un proprio modo di fare nella fase di ricerca dei primi contatti, durante il lavoro sul campo, nella postproduzione e nell’editing. Perché non esistono regole indiscutibili quando si narra per immagini. Esistono, semmai, dei contenuti obbligatori nell’azione come l’onestà, la coerenza, la libertà, lo stile. Per sintetizzare con un concetto: la ricerca di un linguaggio personale.

Lo scopo di tutta questa fatica è raccontare le vicende che formano e condizionano la società e le sue problematiche. Non per guardarle morbosamente o peggio per distogliere l’attenzione dai problemi reali, come accade in alcuni esempi negativi di giornalismo. Bensì per suggerire analisi e stimolare reazioni: per porre rimedi.

Se si dovesse smettere di raccontare per immagini sarebbe una tragedia per il genere umano. L’avvento della tecnica fotografica ha fatto entrare violentemente nelle nostre case guerre, devastazioni naturali, pulizie etniche. Questi eventi ci sono arrivati con tutto il carico di orrore potenziato dalla veridicità che solo un’immagine può registrare e riportare. In questo caso la foto è un dito puntato, è la richiesta di assunzione di responsabilità, è l’esortazione a conoscere e a prendere posizione. Questi giovani fotografi hanno capito che nella vita esistono diversi livelli e ordini di problemi, esistono storie minime e grandi fatti e hanno capito anche che non ha importanza la scala dell’evento: piccole e grandi storie per un foto narratore hanno la stessa dignità, sono entrambe degne di attenzione. Meritano entrambe di essere raccontate.